La Carbonara Vegana
DOSSIER DI DESTITUZIONE E ANALISI STRUTTURALE
OGGETTO: L'impostura "Vegan", la sconfitta della politica animalista e la Simulazione Necrotica come Male Maggiore.Il Tribunale si muove sempre con il mandato degli animali. In nome di questo vincolo inderogabile, il presente documento sancisce il fallimento storico dell'associazionismo riformista e smaschera l'inganno di un mercato che neutralizza la ribellione trasformandola in merce.
I. Il termine "Vegan": un'astrazione mercantile e un inganno neocoloniale La parola "Vegan" è stata svuotata di ogni potenza destituente. Oggi non è altro che un termine fasullo, un'etichetta astratta utile unicamente a segmentare il mercato dell'industria alimentare. Questo feticcio non smantella la Matrice Necro-Estrattiva, ma la finanzia. Per inondare gli scaffali di "formaggio finto", l'industria "Vegan" fonda il suo profitto sull'anacardo d'importazione (Vietnam/India) e sull'onnipresente olio di cocco (Tropici). Sebbene esistano nicchie a base di mandorla, la grande distribuzione marginalizza sistematicamente le colture sovrane (come la mandorla o il lupino italiano) a favore dei grassi tropicali. Costano meno, lavorano meglio chimicamente per simulare la consistenza del grasso animale e il consumatore, rassicurato dalla parola "Vegan", non si chiede da dove vengano o chi li abbia raccolti. Così il termine esterofilo finanzia lo sfruttamento agricolo oltreoceano e affossa l'agricoltura nazionale, l'unica su cui i cittadini potrebbero esercitare un reale controllo democratico e territoriale.
I. La sconfitta psicologica: mendicare il "sapore di uovo" Rivendicare la "carbonara vegana" certifica il fallimento assoluto dell'animalismo. Questa politica ha storicamente perso perché ha interiorizzato l'estetica del proprio carnefice. L'esempio lampante è la spasmodica ricerca di ingredienti esotici per simulare ciò che si afferma di rifiutare: la farsa "Vegan" ricorre all'estrazione del Kala Namak dalle miniere dell'Himalaya vantandone l'aroma sulfureo pur di ricreare artificialmente il "sapore di uovo sodo". Importare da un altro continente un minerale per mendicare l'illusione chimica di un prodotto animale non è liberazione. È una subalternità psicologica incurabile: la mente di chi assembla questi intrugli è ancora totalmente colonizzata dall' Assolutismo Predatorio.
III. La Simulazione Necrotica come "Male Maggiore" Assemblare intrugli industriali per replicare i piatti della Tanatogastronomia nascondendosi dietro l'alibi del male minore è una truffa: è in realtà IL MALE MAGGIORE. Questa simulazione necrotica idolatra l'estetica del dominio. Il feticismo gastronomico smaschera il finto veganismo: chi ha bisogno della forma del sangue, del grasso e della carne per sopravvivere dimostra che la Tanatodossia Alimentare ha trionfato sulla sua psiche.
IV. L'Ingiunzione Costituente: A-Binarismo e Dieta VegItaliana
L'unica risposta inattaccabile al sistema non è il surrogato "Vegan", ma l'adozione strutturale e sovrana della Dieta VegItaliana. Il Tribunale decreta il superamento di ogni compromesso mercantile. Sradicare la Tanatodossia alimentare significa rifiutare categoricamente la simulazione e il neocolonialismo. La materia vegetale integra non ha alcun bisogno di imitare la morte per affermare la propria, assoluta, potenza vitale.
La destituzione è irreversibile.
© Tribunale Laura Girardello